Kaiji episodio 15, uno dei monologhi più belli e attuali che conosca:
Kaiji, Hyoudou ed i suoi uomini, tra cui Tonegawa, stanno camminando in una stanza buia, quando ad un certo punto Kaiji pesta qualcosa e si sente un urlo di sofferenza. Hyoudou ride. La luce viene accesa.
"Questi sono gli squalificati del primo ponte, quelli che sono caduti. Gli abbiamo offerto un piccolo compenso affinché restassero in nostra compagnia. Volevamo riparare al danno in qualche modo.
Questo è un mondo inondato da amari pianti di risentimento: i lamenti di dieci, cento persone, servono al lusso del singolo. Così gira il mondo. Io ho appreso questa realtà e continuo a ripetere a me stesso...
...che non alzerò mai un dito per aiutare gli altri. Per nulla al mondo. Certo, io ho i soldi. Ne ho quanti ne vuoi, ma nonostante ciò non aiuterò mai nessuno. Sai perché?"
"Perché?"
"Ce l'hai sotto gli occhi. Ora ti faccio vedere"
Col suo bastone Hyoudou colpisce la gamba fratturata di una delle persone a terra, la quale urla di dolore.
Kaiji:"Perché lo hai fatto?"
"Kaiji-kun continua a vedere". Hyoudou continua a colpire la gamba dell'uomo a terra. "È evidente"
Kaiji ferma Hyoudou: "Smettila"
"Eheheheh come puoi constatare quando batto sulla sua gamba spezzata lui prova dolore. Ma io non sento alcun dolore. E neanche tu Kaiji-kun.
È questo il principio, un principio inconfutabile. Va bene così, gli altri possono soffrire quanto vogliono, a me importa solo della mia felicità. E poi quest'uomo avrebbe voluto che gli facessi ancor più male"
Hyoudou fa segno ad uno dei suoi uomini, il quale avvicinandosi all'uomo a terra, tira fuori delle banconote e gliele mette di fianco. L'uomo prendendo le banconote e con voce dolorante "soldi, soldi".
"Li avevamo informati anzitempo che avrebbero ricevuto un bonus... a patto che li riservassimo un trattamento speciale. Quanto si tratta di soldi la gente è pronta a sopportare un po' di tutto. Noi ricchi approfittiamo di questa peculiarità per costringere i poveri a rendere servigi. Tutto questo per il nostro piacere. I re non diventano re da soli. Ma se i poveri uniscono le forze e si sollevano contro questa disposizione, il re cade. Ciononostante i poveri sono attratti dal denaro perché, a loro volta, essi vorrebbero diventare re. E questo non fa altro che consolidare la posizione del sovrano. Non possono sfuggire a questo alienante paradosso. Un re non può essere sconfitto se i poveri continuano ad essere attratti dal denaro. I poveri rimarranno sempre e comunque in una posizione inferiore. Il re sarà prudente e fornirà il giusto necessario a non far sorgere rivolte. Poi potrà comandarli come meglio crede.
Il gioco a cui stai per partecipare riproduce i meccanismi basilari di questa società.......""
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